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Puntalberete, storie di ordinaria vergogna ambientalista

15. 03. 22
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Dopo anni torno a Puntalberete, stupenda pineta tra i Lidi Ferraresi e Ravenna, ci sono tornato per mostrarlo orgogliosamente in Mountain Bike ad un amico turista.
Quindi dagli Estensi ci siamo fatti 15 Km circa per raggiungerlo.

Parcheggiato in un piazzale deserto dove mancava solo il cartello 'derubani' (poi ho scoperto in Internet che questo accade non di rado).
Due prostitute (alle 10 del mattino) vicino all'ingresso.
La mappa (complicata e poco leggibile) mostra il percorso delle biciclette diverso da quello dei pedoni, ma trovarlo non è stato facile, appena trovato ecco all'ingresso un cartello 'vietato l'ingresso fino al xx/10/2013'.
Ovviamente con il mio amico un figurone! Tornerà sicuramente e ne parlerà molto bene agli amici, ne sono certo.
A questo punto per non usare i percorsi pedonali con un bel percorso 'bordo Romea' siamo arrivati a Nord dove doveva esserci una 'casotta' ovviamente deserta.

Dopo un po di ricerche passando sotto una sbarra arruginita troviamo il percorso dove qualche cartello bello altri divelti ti fanno intuire la giusta strada.

Dal parco si sentivano rumori di motoseghe per cui qualcuno qualcosa stava facendo, nel percorso l'erba era stata tagliata, alcuni alberi avevano delle protezioni alla base segno che qualcuno ci aveva messo le mani e i canali sembravano ben tenuti.

Insomma una cosa all'italiana, è come preparare un mazzo di rose e offrirle avvolte nella carta igenica.
Se il pubblico non è in grado di offrire ai turisti una cosa dignitosa lo dia ai privati che ci facciano il loro business (con limiti tassativi alla conservazione e rispetto), che almeno si fa più bella figura.

Per chi dice che è meglio 'salvaguardare' tenendo fuori i turisti, vada ad imparare in Alto Adige dove ambiente e turismo possono andare d'accordo e portare richezza.

Abbiamo fatto la solita figura dei cialtroni