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Il mio termocamino

15. 03. 22
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In seguito a costi eccessivi legati a continui ricari del gas ho deciso di impiantare un termocamino a pellet/mais/legna.
Posto questo documento in modo che altri possano trarre giovamento dalla mia esperienza ed eventualmente consigliarmi per migliorare.

Intanto perché un termocamino e non una stufa a pellet?
Ho una casa di circa 110 mq su due piani con una forma piuttosto articolata e infissi scadenti e l'impianto a gas con caloriferi.
La stufa a pellet va bene se con una o due si riescono a scaldate aree contigue, nel mio caso era impensabile.

In impianti del genere é importante farsi assistere da esperti, nello specifico mi sono affidato a Primerano di Altedo Bologna.
Come termocamino ho montato un mdb da 34Kw nominalmente in grado di scaldare 250mq (nominali).
Col senno di poi avrei preso il modello un po più piccolo, il sovradimensionamento forse penalizza sui consumi.

Il termocamino é in grado di funzionare indifferentemente con pellet, mais, legna.
Anziché avere un alimentazione dall'alto questi impianti alimentano tramite una 'pipa' dal basso.


Quando l'impianto é in stand-by il pellet continua a bruciare nella pipa (come uno zampirone), per cui può ripartire in autonomia anche dopo uno standby di alcune ore, la coclea in standby con piccoli avanzamenti dopo alcuni minuti aiuta a tenere acceso.
La tramoggia fa cadere il pellet nel condotto della 'pipa' e questo impedisce che il fuoco arrivi alla tramoggia in caso di standby prolungati.
Dopo attese di alcune ore può accadere di far ripartire accendendolo (uso un pezzo di accendifuoco), capita raramente.

Premetto che sono impianti relativamente complessi.
Nel mio posso indifferentemente scaldare sfruttando la caldaia a gas o in alternativa il termocamino.
La gestione del riscaldamento dell'acqua l'ho lasciata alla caldaia a gas visto i consumi ridotti.
I due impianti cosiddetti a ciclo aperto sono collegati da uno scambiatore di calore a piastre, questo permette di usarli entrambi senza sommare le rese, il che farebbe superare la potenza termica con onerosi effetti burocratici.
Carico il pellet ogni mattina, vuoto la cenere circa ogni 4/5 giorni, pulisco con uno scopino velocemente circa una volta al giorno, faccio la pulizia 'fatta bene' con l'aspirapolvere (a termocamino freddo) di solito al sabato.

Al tutto ho associato un termostato bpt a cursori, che trovo ideale per chi come me ha orari di lavoro discontinui e quindi é costretto a riprogrammarlo quotidianamente.

L'impianto é stato incassato e la parte frontale é nella cucina mentre la caldaia e la tramoggia nel retrostante vecchio vano caldaia.

Questa soluzione é particolarmente furba, ho tutti i sacchi in prossimità del termocamino e non faccio polvere in casa.
Frontalmente rimane solo l'eventuale alimentazione a legna (non la uso mai), la rimozione delle ceneri, la pulizia.

LA GESTIONE
Se l'impianto é complesso la sua gestione ottimizzata penso lo sia altrettanto.
Scrivo questo documento proprio per essere di aiuto a quanti si trovino a gestire impianti analoghi e per raccogliere anche i pareri di altri.

I PARAMETRI
I parametri principali da impostare normalmente invariabili sono:
Termostato caldaia con valore minimo, operativo, massimo, gestisce l'avvio e lo standby (uso 80/55/40).
Termostato pompa con valore minimo, operativo, massimo, sovraintende alla temperatura dell'acqua che fa partire la pompa dell'impianto (uso 85/40/30), in pratica l'acqua comincia a circolare nei termo quando ho almeno 40 gradi.
Termostato valvola che si apre in caso di calore eccessivo, (uso 85/70/30) scatta come sicurezza se arrivo a 70 gradi, non si tocca mai.

Variano spesso invece (dipendentemente dal combustibile, dalla sua umidità e dalla potenza da erogare):
Velocità della tramoggia di alimentazione (in una scala da 1 a 3, uso 2, con alcuni pellet 1).
Ventilazione (una scala da 1 a 10 dipende molto dal pellet, uso 7, con alcuni pellet sono sceso fino a 5 con altri pessimi salito fino a 9).
Ci sono altri parametri ma questi ritengo siano i principali.

LO SCOPO
Ovviamente lo scopo é raggiungere la massima resa con l'impiego del minor quantitativo di combustibile possibilmente con la minor produzione di ceneri.

La produzione di ceneri non dipende dai parametri ma unicamente dalle caratteristiche del combustibile.


CHE COMBUSTIBILE?
La legna costa poco, é bella e ha una buona resa ma richiede una 'gestione' e va caricata frontalmente, va bene per motivi 'estetici' in una serata in casa con amici oppure in chi ha una presenza costante nel locale della termocamino (impensabile per me).
E' anche davvero poco costosa.

IL MAIS, é un combustibile 'strano' primo problema logistico, dove stoccarlo, non arriva con i sacchi da 15kg ma con sacchi meno pratici più grandi.
Attenzione si può usare (talvolta in mescola con i pellet) su termocamini che lo permettono.
Se lo comprate in un negozio per animali rischiate di pagarlo come il pellet.
Se ve lo fate dare da un contadino (o addirittura siete voi il contadino) ve lo tirano dietro, costa pochissimo ma dovete avere un silos in cui metterlo.
Ha un notevolissimo potere calorico ma produce una quantità abnorme di ceneri oltretutto grosse e rugose che spesso intasano le griglie della cenere.
Se stoccate il mais e siete in campagna attenti ai topi.

Il pellet, nel mio caso é il vero combustibile di tutti i giorni.
Se pensate di portarlo avanti indietro in macchina dal negozio tenete conto che al massimo riuscirete a caricare 15-20 sacchi mettendo a dura prova gli ammortizzatori di una normale auto.
Quindi una volta prescelto fatevi mandare qualche bancale e procurateti un cariolino per spostare i sacchi.

IL PELLET
Esistono tanti pellet penso di aver provato tutti quelli della mia zona.
Per provare un pellet compro 6 sacchi e faccio gli esperimenti, non compro forniture 'incostanti' in pratica se prendo un certo pellet deve arrivarmi con le caratteristiche nel tempo invariate (altrimenti rischio di dover ritestare il tutto).
In varie situazioni ho visto da un anno all'altro differenze abissali anche tra pellet teoricamente dello stesso tipo.
Alcuni organizzano gruppi d'acquisto dalla Romania, Jugoslavia ecc.. il mio timore in tal caso é di ricevere un prodotto che non é quello che ho testato.
I due principali parametri che guardo sono la resa termica (che deve essere massima) e la quantità di ceneri (che deve essere minima).
Mentre sbagliare sulla cenere prodotta genera un disturbo assolutamente ininfluente, usare un pellet con scarsa resa può avere l'effetto di non riuscire a portare la casa a 20 gradi.
Personalmente ho notato differenze abissali tra pellet diversi.
Molti consigliano il Faggio ma dato che io devo cercare di aumentare la resa uso il pino/abete che mi rende molto di più con poca cenere.
Il pellet buono che ho trovato di solito è duro, possibilmente chiaro (ma non necessariamente) e poco polveroso.
Ho usato anche un pellet scadente, aveva una resa molto alta ma, se ben ventilato, produceva delle incrostazioni vetrose e rugose molto dure anche in agglomerati di una decina di centimetri di diametro.

Ho approfondito, sono dati da legno frutto di scarti che contiene silicio e altri resti di vernici che portano a questi effetti.
Può anche essere pericoloso per le esalazioni.
Il risultato si ottiene ventilando molto e la fiamma può presentare striature azzurrognole.

Attualmente la resa termica massima me la da il pellet Waldmaister.
I sacchi di pellet da 15Kg attualmente da noi hanno prezzi che vanno da 3,5 a 6 Euro. (in un caso mi hanno chiesto addirittura 7 Euro).
Il Waldmaister da noi a Ferrara da BricoMan lo pagavo 4,7 al sacco ques't anno costa 5,25.
Recentemente ho usato EnerPlus sempre di Bricoman, con stupore mi funziona come il WaldMaister e costa meno (ma non lo trovo più).

Trovo ottimo alche il Nordik che costava 3,7 al sacco ques't anno 4,49 ma ha una resa termica sulla carta migliore del Waldmeister ma nelle mie prove inferiore e fa pochissima cenere, può andar bene a chi basta la potenza termica che eroga, a me no.
Quest'anno andava meglio con una migliore resa termica per cui l'ho usato nei periodi meno freddi.
Inutile pagare un euro in meno a sacco se in una giornata vi costringe a bruciare un sacco in più.

TIRAGGIO

In un primo tempo non ne tenevo conto, ma quello del tiraggio è un problema importante.
Di solito ci si regola aprendo la ferritoia di aerazione, più è aperta e più il camino tira (la mia è eternamente chiusa).
Se il camino non tira abbastanza per tubi contorti, posizione assurda o troppo bassa, è un problema che va risolto innalzandolo o sostituendo la canna fumaria.
Nel mio caso il problema è l'opposto, se il camino tira troppo vi sono dei 'regolatori di tiraggio'.
Mi sono accorto che gran parte del mio calore va via dal camino e questo può penalizzarmi tantissimo sui consumi, quest'anno ho montato una valvola a farfalla.
La soluzione si è rivelata estremamente intelligente, ho inserito una valvola da stufa molto più stretta della canna fumaria (in modo da non correre rischi se tutta chiusa).
Con 10 euro di intervento ho diminuito il consumo di più di mezzo sacco al giorno.
I regolatori invece hanno il vantaggio che per esempio in una giornata di forte tiraggio (per vento forte ad esempio) il tiraggio resta stabile e i consumi anche.

Avendo una canna fumaria molto grande (un 200), il suo dimensionamento è legato all'uso che genera più fumi (la legna) mentre è penalizzante per il pellet. Questo penso sia uno dei problemi di un termocamino con possibilità di alimentazione diverse.

TEMPI DI RISPOSTA

Ciascun modo di scaldare si porta dietro tempi di risposta differenti per cui occorre scegliere di volta in volta il sistema più opportuno.

Per avere 20 gradi in casa devo avere come temperatura nei termo 55 gradi, con un ottimo pellet posso arrivare a 60 gradi ma non di più.

Il pellet/legna è comodo per tempi lunghi di riscaldamento di tutta la casa (i più gravosi dal punto di vista dei costi).
Dato che però dall'accensione per portare la casa in temperatura da me può servire anche un'ora/un'ora e mezza, non è per nulla adatta a scaldare 'al volo'.

Se alla mattina avrò la casa vuota, prima del risveglio faccio partire l'impianto a gas che mi porta i termo a una temperatura nettamente superiore, dopo un oretta mi alzo con la casa calda e lo spengo.
L'impianto a Gas consente di portare l'acqua nei termo anche a 80 gradi e scaldare la casa in 45 minuti.

Se invece resto in casa usando una sola stanza uso una stufetta elettrica con un piccolo termostato.

Se devo invece scaldare tutto il giorno esistono varie 'strategie'.

STRATEGIE DI UTILIZZO DEL PELLET

Usare una strategia corretta vuol dire ridurre enormemente l'uso di pellet.
Ipotizziamo un uso massiccio, dalle 6 alle 24.

Posso non generare 'standby' e far salire la temperatura senza limiti (che diventano poi i limiti del pellet, diciamo 60 gradi con Waldmaister).
Inutile dire che genera un consumo spropositato direi 3 sacchi e mezzo.

Posso limitare la temperatura massima ad esempio a 55 gradi ma il risparmio è relativo, il termocamino alterna standby a accensioni e il consumo diventa di 3 sacchi.

Posso basarmi su un termostato esterno, ovvero quando in casa la temperatura va sotto i 20 gradi si pilota la ripartenza e non si da un tetto al termocamino.
I consumi restano sui 2,5/3 sacchi inoltre può essere che ci sia un forte ritardo nel ritorno operativo dell'impianto e quindi avere oscillazioni da 21 a 19 gradi.

Alla fine nel mio caso il sistema con i migliori risultati è generare un alternanza forzata in pratica ho impostato nel termostato che l'impianto lavori un ora sì e una no, e ho messo 55 gradi di tetto al termocamino che porto a 60 in giornate molto fredde, in un ora di standby ho un calo termico di meno di un grado.
Con questa tecnica ho massimizzato il risultato, consumo solo due sacchi e mezzo mantentendo una temperatura in casa sui 20 gradi.

Ovviamente dipende anche dalle coibentazioni dell'ambiente ecc. ma la mia da quel punto di vista è una casa con una dispersione medio alta.

Evidentemente chi è in casa per tempi brevi limita enormamente i consumi, ma il risparmio maggiore si fa proprio dopo tante prove tenendo conto del proprio contesto.

LA VENTILAZIONE

Ogni pellet ha la giusta ventilazione, più il pellet brucia meno occorre ventilare.
La velocità della coclea dipende dalla temperatura da raggiungere, se si va troppo lentamente si raggiungono temperature basse e la pipa risulta spesso mezza vuota.

Se il termocamino non va mai in Standby i consumi aumentano.
Meglio avere la tramoggia a 2 con la stufa che va in Standby che averla a 1 andando in continuo (nel secondo caso il consumo è superiore).

La velocità della coclea va aumentata solo dopo aver provato a vedere se l'aumento di ventilazione porta a raggiungere una temperatura sufficiente.

Se la coclea è troppo veloce o la ventilazione troppo bassa il braciere tente a 'ingolfarsi' si crea una montagnola di pellet che ottura i condotti di ventilazione.
Per rimediare fermate la coclea per un po, liberate con una paletta i fori di ventilazione, fate andare la ventilazione al massimo per un minuto per togliere un po di polvere.
La stessa cosa può capitare con pellet scadente o polveroso o umido.
Comunque risolta 'l'emergenza' si devono correggere i parametri ... o cambiare pellet.

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